| Blueteam |
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| Scritto da Pazpaz |
| Mercoledì 15 Aprile 2009 11:55 |
I primi successiIl bridge italiano non ha neanche lontanamente un numero di giocatori paragonabile a quello di altre nazioni, soprattutto agli Stati Uniti che contano svariati milioni di praticanti e oltre 200.000 tesserati, eppure è ritenuta una delle maggiori potenze bridgistiche nel mondo. Il periodo d'oroSolo un regolamento cervellotico e antisportivo (che consentiva solo agli USA di gareggiare con quattro squadre contro una delle altre nazioni), giustamente abrogato nelle edizioni successive, ostacolò gli azzurri nella conquista delle prime Olimpiadi che si svolsero a Roma nel '60, vinte dai francesi; ma fu l'unico "insuccesso" italiano per molto tempo. Dal 1961 al 1969 il "Blue Team" (con Walter Avarelli, Giorgio Belladonna, Eugenio Chiaradia, Mimmo d'Alelio, Pietro Forquet, Benito Garozzo e, dal '64, Camillo Pabis Ticci in sostituzione di Chiaradia) compirà l'incredibile impresa, mai più ripetuta da nessuno, di vincere consecutivamente sei Campionati del Mondo e due Olimpiadi. Il ritiro da campioni imbattuti di Avarelli, d'Alelio e Pabis Ticci, nel 1970, pose fine a questa leggendaria sequenza di successi, lasciando agli Stati Uniti le successive vittorie fino alle Olimpiadi del 1972: in questa edizione il "Blue Team" si ricompose, e fu di nuovo vittoria per i giocatori italiani. Il rinnovamentoAl successo olimpico del 1972 seguirono le grandi vittorie nei "Bermuda Bowl" dal 1973 al 1975 con il felice inserimento di nuovi giocatori (Bianchi, De Falco, Franco, Pittalà) accanto ai "senatori" Belladonna, Forquet, Garozzo. Quella del 1975 fu l'ultima vittoria mondiale della grande squadra azzurra, che continuò a giocare a grandi livelli anche negli anni successivi, sfiorando ancora la vittoria nei "Bermuda Bowl" del '76, '79 e '83, e chiudendo un ciclo leggendario con un bilancio di 13 titoli mondiali, 3 titoli olimpionici e 12 europei. Con un simile palmares non è un caso che le prime tre posizioni nella classifica mondiale di merito di tutti i tempi siano occupate da Giorgio Belladonna, Benito Garozzo e Pietro Fourquet; e che Mimmo D'Alelio e Camillo Pabis Ticci occupino rispettivamente la quinta e settima posizione, col solo inserimento di due campionissimi USA come Bob Hamman e Bobby Wolff, comunque lontanissimi almeno dalle prime due posizioni. |
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